Presentati i risultati del progetto di monitoraggio “Api e Orti”, promosso da Conapi – il Consorzio Nazionale Apicoltori leader nella produzione di miele nazionale biologico e convenzionale, che riunisce più di 600 apicoltori, oltre 100 mila alveari di proprietà (il 45% bio) e 5 miliardi di api in tutta Italia – in collaborazione con il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell’Alma Mater Studiorum di Bologna e con le associazioni che presidiano e gestiscono le postazioni delle attuali 6 città italiane coinvolte, ovvero Torino, Milano, Bologna, Faenza, Roma e Bari. Dai dati si registra un aumento della presenza dei pesticidi, diminuisce la presenza di metalli pesanti.

conapi news - convegnio Il Pianeta, gli Insetti e Noi 2024 - api e orti urbani

La presentazione si è inserita nell’ambito della seconda edizione del convegno “Il Pianeta, gli Insetti e Noi”. Un’occasione ideale per ribadire il prezioso ruolo svolto dalle api, fondamentali bioindicatori dello stato di salute dell’ambiente, e dagli altri impollinatori, sensibilizzando al contempo i cittadini su come la gestione oculata e lungimirante di spazi verdi, pubblici e privati, possa rappresentare una risorsa preziosa per tutti.

L’indagine – avviata nel 2017 attraverso l’osservazione delle performance delle api in determinati periodi dell’anno e in alcune aree delle città coinvolte – anche per il 2023 ci consegna dati che segnalano un incremento della presenza di inquinanti non trascurabile. In particolare, il biomonitoraggio consiste nel controllare lo stato di salute delle famiglie di api valutando innanzitutto la mortalità settimanale con le gabbie underbasket poste davanti agli alveari, e rilevando poi, attraverso analisi di laboratorio, eventuali residui di pesticidi e la presenza di metalli pesanti in campioni di api bottinatrici e miele giovane (non maturo per cui non destinato all’alimentazione) prelevati in estate e in autunno.

In particolare, quest’anno, la presentazione si accompagna all’illustrazione del progetto LIFE4Pollinators, a cui anche l’amministrazione di San Lazzaro ha aderito, in collaborazione con Marta Galloni e Fortunato Bitonto, del Dipartimento di Scienze Biologiche Geologiche e Ambientali – Università di Bologna. In questo caso sono valutati parametri di presenza e di salute degli altri impollinatori.
Va evidenziato che considerando il limitato numero di postazioni (solo una in ogni città) e di prelievi compiuti (due all’anno), i risultati conseguiti non possono essere considerati esaustivi ma evidenziano le potenzialità di questo metodo di monitoraggio ambientale.

“Il comune di San Lazzaro ha scelto di essere una città amica degli impollinatori perché crede fermamente che investire nella tutela degli habitat e della biodiversità sia una priorità per garantire il futuro alle generazioni che verranno” ha dichiarato Beatrice Grasselli, assessore all’ambiente del comune. “Non bisogna dimenticare che la nostra vita è legata al benessere degli impollinatori, i quali in quanto indicatori ambientali ci restituiscono un quadro preciso dei livelli di inquinamento delle risorse naturali. Dati che dovrebbero portarci a intraprendere un deciso cambiamento di rotta nella gestione del territorio. Impegnarsi in questo ambito è pertanto una delle azioni politiche necessarie e non più rinviabili per contrastare il drammatico depauperamento delle risorse naturali e degli ecosistemi”.

Convegno “Gli insetti il pianeta e noi”: 7 anni di biomonitoraggio con le api del progetto “Api, Orti e Verde Urbano”

Dai risultati presentati da Claudio Porrini e Lucia Lenzi del Dip. di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari (DISTAL) dell’Università di Bologna, emerge una fotografia dei territori considerati.

Dati 2017-2023

Osservando l’andamento dei dati di tutto il periodo sperimentale, risulta molto evidente il calo delle contaminazioni tra il 2020 e il 2021, riconducibile alla riduzione delle attività umane per contenere la diffusione del Covid. Negli anni successivi, come dimostrato anche da tanti altri sistemi di rilevazione, la presenza dei contaminanti è però ritornata ai livelli precedenti. Questa particolarità conferma però quanto le api siano in grado non solo di rilevare prontamente le alterazioni negative che si possono verificare nell’ambiente, ma anche i cambiamenti positivi. Le città coinvolte negli anni nel progetto sono riportate nella seguente tabella:

convegno api e orti urbani 2024 - Dati 2017-2023

Pesticidi

I livelli critici di mortalità delle api sono stati superati a Bologna nel 2018, a Bari e Milano nel 2019 ed a Faenza nel 2022 e nel 2023. Nei due casi del 2019 di Milano e Bari l’analisi chimica eseguita sui campioni di api morte ha rilevato residui di glifosate, mentre nell’ultimo episodio (Faenza 2023) sono stati riscontrati residui di permetrina e acetamiprid. Nei campioni di routine di api “bottinatrici” e di miele “giovane”, eseguiti in questi sette anni, le analisi hanno messo in evidenza la presenza di glifosate a Milano nel 2017, a Bologna nel 2018, a Torino, Milano, Bologna e Bari nel 2019, e a Torino, Milano e Bologna nel 2022. Nell’ultimo anno (2023) i dati mostrano un notevole incremento del numero di residui di pesticidi e della loro tipologia: dal 20,8% di campioni positivi con un solo tipo di pesticida (glifosate) del 2022 al 54,5% con 7 pesticidi diversi (glifosate, spirotetramat, cipermetrina, deltametrina, fipronil, amitraz e piperonil butossido) distribuiti tra le postazioni delle città di Milano, Bologna, Faenza, Roma e Bari. Complessivamente, dal 2017 al 2023, i campioni di routine positivi di api “bottinatrici” e di miele “giovane” sono stati 30 sui 127 analizzati (23,6%) (fig.1).

Figura 1. Pesticidi: campioni totali analizzati e campioni positivi durante i sette anni del progetto

Figura 1. Pesticidi: campioni totali analizzati e campioni positivi durante i sette anni del progetto

Metalli pesanti

Complessivamente, nei sette anni del progetto, le percentuali di metalli pesanti con valori inferiori alla soglia di riferimento e quelli che la superavano sono risultate ambedue intorno al 34%. Circa il 31% sono stati invece i valori intermedi. Nel 2020, come già anticipato, a causa delle limitazioni delle attività antropiche per la pandemia, è stato rilevato il più basso livello di presenza dei metalli pesanti in tutte le città (14% di valori anomali contro il 53% del 2019 e il 46% del 2022) (fig. 2). I metalli pesanti maggiormente riscontrati nel settennato sono stati rame, piombo, cromo, ferro e nichel (fig. 3).

Figura 2. Ripartizione delle classi di presenza dei metalli pesanti riscontrati nei campioni di api “bottinatrici” e miele“giovane” nei 7 anni dell’indagine

Figura 2. Ripartizione delle classi di presenza dei metalli pesanti riscontrati nei campioni di api “bottinatrici” e miele “giovane” nei 7 anni dell’indagine

Figura 3. Ripartizione delle classi di presenza dei metalli pesanti riscontrati nei campioni di api “bottinatrici” e miele “giovane” nelle 7 città del progetto dal 2017 al 2023.

Figura 3. Ripartizione delle classi di presenza dei metalli pesanti riscontrati nei campioni di api “bottinatrici” e miele “giovane” nelle 7 città del progetto dal 2017 al 2023.

“La collaborazione di Conapi con le Amministrazioni e l’Università è una sinergia importante che rientra in un piano di tutela e valorizzazione della biodiversità per noi molto importante, anche in spazi considerati incolti e poco appetibili per le attività umane (o anche solo come possibili punti di aggregazione e comunicazione importanti) – ha dichiarato Giorgio Baracani, presidente di Conapi –. Il monitoraggio da un lato e la diffusione di pratiche rispettose per la manutenzione del verde pubblico e privato dall’altro sono due azioni importanti che hanno contribuito e contribuiscono a diffondere comportamenti corretti a salvaguardia della salute non solo delle api e degli impollinatori, ma anche dei cittadini. Anche nel momento storico difficile che stiamo attraversando – ha proseguito – è importante mantenere alta l’attenzione su questi temi e Conapi continuerà a fare la sua parte, anche attraverso il sostegno a questi progetti”.

Video del Convegno >>
Sito del progetto Api e Orti Urbani >>