Maurizio Nenzioni

Ponticelli di Imola (BO)

Tipologia Prodotto:

Miele di Acacia, Millefiori, Tiglio, Girasole e Servizio d’Impollinazione

Ho iniziato a fare l’apicoltore perché affascinato dalla fortissima personalità  di Abelardo Avoni,  apicoltore del gruppo “storico” dei romagnoli insieme ai Piana, ai Tortora, ai Caroli.  Apicoltori d’altri tempi, gelosissimi custodi di conoscenza, che poco o nulla condividevano della loro esperienza, se non con pochi prescelti eletti. Io appartengo alla generazione  cresciuta con l’avvento di un nuovo associazionismo in apicoltura e  la cooperativa Conapi, strutture  che hanno cambiato profondamente l’apicoltura, contribuendo ad aprire i confini angusti di questa arte, trasformandola in uno straordinario lavoro; si può dire che ci hanno tirato fuori dalla siepe dietro alla quale stavamo nascosti con le nostri api, permettendo la diffusione del sapere, facilitando il confronto e una crescita  più responsabile degli apicoltori.

Nei primi anni ottanta ero dipendente della regione Emilia Romagna, nella sede distaccata di Ozzano dell’Emilia e nel tempo libero coltivavo questa passione, imparando un mestiere che mi ha permesso, dieci anni dopo, a 45 anni, di cambiare radicalmente la  mia vita, lasciando, dopo 23 anni, un lavoro sicuro per diventare apicoltore professionista. La decisione è maturata in seguito al trasferimento degli uffici dell’ente  in città : le api mi hanno permesso di uscire dalla linea grigia nella quale mi trovavo e ancora oggi non ho alcun rimpianto per la scelta fatta.

Negli anni ho fatto piccoli passi ma sempre avanti, con passione, costanza e determinazione; ho imparato molto dalle api e ho capito che sono come un mazzo di carte che si mescola continuamente e non sai mai cosa aspettarti. E’ importante l’esperienza, la sola che ti insegna a prevedere sempre più variabili, delle infinite che si prospettano. Le api non si curano delle tue aspettative: in meglio o in peggio, le tue previsioni sono spesso disattese. La capacità di  costruire un equilibrio tra ciò che tu vorresti e ciò che loro fanno è tutto in questo mestiere e occorre accettare che l’incertezza ne sia parte integrante. Ridotto all’essenza, il “capitale” dell’apicoltore è fatto di cassette di legno e insetti,  quindi l’esperienza unita alla professionalità fanno la differenza,  riuscendo a trasformare una passione in un lavoro.

Produco soprattutto miele di acacia, di millefiori, girasole e tiglio. La sede della mia azienda, di circa 400 arnie è a Imola:  gli apiari durante il periodo invernale sono collocati sulle colline di  Imola, Ozzano dell’Emilia, Pianoro, durante i raccolti pratico il nomadismo spostando gli apiari sulle fioriture. Porto le api a Vignola quando fioriscono i ciliegi, poi mi sposto verso le Prealpi lombarde e piemontesi per il raccolto dell’acacia; in seguito per i raccolti estivi verso  le fioriture che si succedono nel ferrarese, in Romagna e nelle Marche.

Partire di notte con il camion e le api,  viaggiare nell’oscurità e nel silenzio, sentire l’odore delle stazioni di servizio e incontrare un altro te, anche lui  che cerca di recuperare un poco di energia da un sonnellino, magari rubato appoggiandosi al furgone. Poi, con le prime luci dell’alba, arrivare a vedere il mare: sono tutte immagini che porto dentro, che fanno parte del mio lavoro, a cui ancora non voglio rinunciare.